Spesso alle nostre immagini manca qualcosa per raggiungere il risultato desiderato. Gli effetti lente e la foschia ambientale sono variabili essenziali.

Sotto un estratto di alcune delle immagini presenti in questo tutorial.

Lens Effects e Environment Fog con V-Ray

Gli effetti lente possono essere attivati all’interno dei parametri di rendering di V-Ray. Si tratta di effetti molto interessanti al fine di migliorare la resa dell’immagine finale. A tale riguardo dico anche che esistono soluzioni software dedicate che consentono una gestione completa del “Glare” e del “Bloom” come è il caso di ArionFX.

ArionFX for Photoshop

Si tratta di un plugin dedicato per Photoshop che consente la gestione completa del tonemapping delle immagini a 32 bit. A mio avviso si tratta di un aiuto indispensabile per lavorare con immagini HDR o OpenEXR. Tra le opzioni disponibili abbiamo la possibilità di controllare il Bloom e il Glare, in modo non distruttivo. Fino a quando l’immagine non viene convertita in 16 bit, ogni parametro è sempre modificabile.

Per attivare gli effetti lente non bisogna fare altro che attivare le opzioni mostrate nell’immagine accanto.

Attenzione: l’effetto verrà attivato quando il rendering è terminato oppure quando il rendering viene fermato prima della fine del calcolo. Con il V-Ray Frame Buffer abbiamo la possibilità di modificare in tempo reale i parametri e valutare l’effetto finale.

↑| Settaggi di Rendering V-Ray for C4D | Scheda Effects. Per attivare i parametri Bloom e Glare dobbiamo spuntare l’opzione “interactive” |

V-Ray Frame Buffer

Per visualizzare la scheda dei settaggi all’interno del VFB dobbiamo attivare la relativa opzione in basso a destra.

↑| V-Ray Frame Buffer (VFB) | Bloom e Glare saranno visibili al termine del rendering. Tutti i parametri sono modificabili in tempo reale |

Potrebbe sembrare banale, ma è importante che la fonte di luce sia visibile all’interno dell’immagine. Nel test che abbiamo proposto si è presa in considerazione la luce del sole. Facendo attenzione a non esagerare troppo con i parametri è possibile ottenere degli effetti in grado di arricchire notevolmente il rendering.

E’ utile fare una comparazione visiva con l’immagine di base e quelle derivate dall’applicazione del bloom effect e del glare effect.

↑| Render Test | La presenza degli effetti Bloom e Glare è di aiuto per rendere più verosimile la luce del sole. A sx una porzione di immagine senza nessun effetto aggiunto |

A mio avviso questi effetti andrebbero sempre attivati. Non esiste lente fotografica che non produca effetti di questo tipo, in misura più o meno accentuata.

Bloom e Glare. I parametri analizzati nel dettaglio

Esaminiamo un pò più nel dettaglio i parametri presenti nel V-Ray Frame Buffer. Per fare le opportune valutazioni sarà utile concentrarsi sui canali separati del Bloom e del Glare.

↑| V-ray Frame Buffer – Lens Effects | Attivazione dei canali separati del Bloom e del Glare attraverso la modalità “Image and render element” |

Bloom Effect

Fill Edges: grazie a questo parametro si possono rimuovere le ombreggiature intorno al bordo dell’immagine. Consiglio di attivarlo sempre.

Mode: con questo parametro possiamo specificare se il bloom effect deve essere applicato all’immagine RGB oppure se deve essere salvato in un layer separato. Esiste anche la possibilità di applicare l’effetto al canale RGB e, contemporaneamente, salvare in un canale separato. Io uso quest’ultima opzione.

Weight: determina la forza dell’interpolazione tra l’immagine originale (quella del canale RGB Color) e quella del canale Bloom. Rappresenta l’ago della bilancia. Cosa significa? Per comprendere meglio, consiglio di isolare il canale Bloom e di provare ad aumentare questo valore senza toccare nient’altro. Con rapidità vedremo che non cambia nulla. Tuttavia se impostiamo “Mode” come “Image only” e proviamo a cambiare il valore da “0” a “50” e poi a “100” vedremo una notevole differenza. Valori alti tendono a conferire all’immagine una sorta di evanescenza molto simile all’effetto usato dai fotografi per le foto di matrimonio. Personalmente uso valori medio-bassi.

↑| V-ray Frame Buffer – Bloom Effect | Variazione del parametro “Weight” |

Size: rappresenta la larghezza del filtro. Valori alti tenderanno a sfumare il Bloom Effect e a determinare una perdita più o meno significativa della consistenza visiva.

↑| V-ray Frame Buffer – Bloom Effect | Variazione del parametro “Size” |

Shape: determina la decadenza del filtro.

↑| V-ray Frame Buffer – Bloom Effect | Variazione del parametro “Shape” |

Glare Effect

Fill Edges: grazie a questo parametro si possono rimuovere le ombreggiature intorno al bordo dell’immagine. Esattamente come abbiamo visto per il Bloom Effect. Consiglio anche in questo caso di lasciarlo sempre attivo.

Type: questo parametro specifica come il glare deve essere computato. Ci sono diverse possibilità a riguardo. Quella che io preferisco è “From Lens Effects Settings” perchè permette di specificare i singoli parametri della camera e generare in automatico il filtro.

Mode: vale lo stesso discorso già visto per il Bloom Effect.

Weight: vale lo stesso discorso già visto per il Bloom Effect. Osserviamo l’immagine che segue:

↑| V-ray Frame Buffer – Glare Effect | Se valutiamo il canale separato del Glare la variazione del parametro “Weight” non produce risultati. La variazione si può valutare sul canale “RGB Color” |

Size: vale lo stesso discorso già visto per il Bloom Effect.

↑| V-ray Frame Buffer – Glare Effect | Variazione del parametro “Size” |

Camera F-Stop: questa opzione è attiva solo se impostiamo “From Lens Effects Settings” come “Type”. Ricordiamo che valori alti si riferiscono a obiettivi molto chiusi e, di conseguenza, si produrranno Glare Effect molto forti.

↑| V-ray Frame Buffer – Glare Effect | Variazione del parametro “F-Number” |

Environment Fog

A questo punto vorrei provare a verificare la validità di questi effetti attivando il parametro “Environment Fog”. Anche questo è un parametro essenziale. Nelle ambientazioni esterne è indispensabile. Nebbia (visibilità inferiore a 1000 m) e Foschia Ambientale (visibilità tra 1000 m e 5000 m) sono spesso presenti nei luoghi in cui abitiamo, ed è importante sapere come gestirle con il nostro motore di calcolo V-Ray.

↑| Settaggi di Rendering di V-Ray | Environment Fog |

Per far funzionare questo tipo di effetto occorrono un oggetto Gizmo e almeno una luce. Il Gizmo non è altro che un volume all’interno del quale risulterà visibile l’Environment Fog. In genere questo volume racchiude tutta la scena ma non è indispensabile. Ci possono essere anche più oggetti da utilizzare come Gizmo. Tutto, come al solito, è funzione degli effetti che vogliamo ottenere. Sia l’oggetto da utilizzare come Gizmo che la Luce (o le luci) devono essere trascinati all’interno della scheda apposita nei parametri di rendering di V-Ray.

Se ci interessa simulare la foschia atmosferica dobbiamo lavorare con un oggetto Gizmo molto grande in quanto la foschia si riferisce a un range di visibilità tra 1000 m e 5000 m.

Inoltre ci sono i parametri relativi al colore (Color) e all’emissione (Emission). In particolare per quanto riguarda l’emissione, se lasciamo il colore nero proposto di default, non avremo emissioni. Il nero infatti corrisponde a “0” emissioni. Consiglio quindi di modificare il parametro e impostare un colore diverso come ad esempio un blu scuro. Per quanto invece riguarda il colore, un grigio al 50% di luminosità potrebbe essere un buon inizio per i primi test.

Un altro parametro essenziale è la distanza (Distance). Attenzione a non esagerare altrimenti l’effetto sarà poco visibile. Per intenderci, se tutto il modello ha un ingombro a terra di 50 m x 50 m e la posizione della camera è interna a tale ingombro, sarebbe meglio inserire valori inferiori ai 50 m. Valori alti aumentano la visibilità e presuppongono modelli molto estesi (e spesso difficili da gestire).

↑| Scena | Indicazione del Gizmo da usare all’interno dell’Environment Fog di V-Ray |

La scelta del piano focale può essere di aiuto. In questo caso la distanza focale copre quasi tutta la scena. Lo stesso valore della distanza focale sarà inserito all’interno del campo “distance” nell’Environment Fog. Questo sarà il primo settaggio per iniziare i test di rendering.

In questo test ho ridotto il valore del parametro distance a 3000 cm.

↑| Render Test | Environment Fog. Distance = 3000 |

In questo test il valore del parametro distance è pari a 5000 cm.

↑| Render Test | Environment Fog. Distance = 5000 |

↑| V-Ray. Bloom e Glare. Environment Fog | A destra la stessa immagine dove risulta attivo anche l’Environment Fog |

Confrontando le immagini dei test eseguiti possiamo valutare meglio il contributo aggiunto dall’Environment Fog.

Non dimentichiamo mai che qualsiasi parametro è funzione dell’inquadratura, esattamente come in una fotografia.

↑| Render Test | L’origine della luce solare è stata spostata a sinistra (al di fuori dell’inquadratura). V-Ray Environment Fog con Distance = 5000 |

Riferimenti

I riferimenti ufficiali per gli argomenti trattati in questo tutorial:

Pin It on Pinterest

Share This